Half-way to the goal

Ormai quasi tre mesi fa, mi veniva proposto da Luca Venchi dei Septem Custodie (Trieste) di partecipare a un gruppo di lavoro da lui ideato sulla meccanica dei colpi: http://hema.italia.forumfree.it/?t=69981177 Lo scopo del progetto, che parte da alcune riflessioni su un’affermazione del celebre marzialista Bruce Lee il quale nel libro “La Perfezione del corpo” scrive che per assimilare un nuovo movimento è necessario ripeterlo 14.000 volte, e dagli studi dello scienziato russo Yuri Verkoshansky, era appunto quello di verificare in modo sperimentale la validità di questa affermazione.

Il metodo di lavoro è il seguente:

– Scegliere un colpo: io ho deciso lo Zornhau

-Utilizzare sempre lo stesso strumento perché, un oggetto diverso modificherebbe la percezione durante l’esercizio: io ho scelto la mia federschwert di ensifer heavy blade.

-Ripetere il colpo scelto decidendo di volta in volta il numero di  ripetizioni per serie, quantità giornaliera, intervalli…

-Segnare il tutto su un foglio di excel.

Attualmente ho raggiunto le 5485 ripetizioni, e la strada verso le 14.000 è ancora lunga, ma la pratica continua ha già iniziato a sortire dei risultati: infatti i miei Zornhau sono diventati molto più precisi, soprattutto grazie al fatto che spesso mi sono allenato di fronte allo specchio. In conclusione, posso dire che la pratica in solitaria si è rivelata un ottimo ausilio all’allenamento in palestra perché permette di prestare attenzione a molti dettagli che altrimenti sarebbero ignorati, come una corretta postura della schiena, il focus dello sguardo…e tutta una serie di sensazioni che il corpo trasmette. Quando avrò raggiunto il traguardo dei 14.000 farò un nuovo articolo: nel frattempo…Buon allenamento!

Foglio ripetizione colpi

English translation:

Almost three months ago, I was proposed by Luke Venchi of Septem Custodie (Trieste) to participate in a working group he devised about the mechanics of blows: http://hema.italia.forumfree.it/?t=69981177
The purpose of the project, which starts from some thoughts on an affirmation of the famous martial artist Bruce Lee who, in the book “the Perfection of the body” writes that to assimilate a new movement is to be repeated 14,000 times, and the studies of the Russian scientist Yuri Verkoshansky, was precisely to verify experimentally the validity of this statement.
The working method is the following:
– Choose a strike: I decided to do the Zornhau
-Use the same instrument, because a different object would change the perception during exercise: I chose my ensifer’s federschwert heavy blade.
-Repeat the decided blow chosing from time to time the number of reps per set, daily quantity, intervals …
-Mark all on an excel sheet.
Currently I have reached the 5485 repetitions, and the road to the 14,000 is still long, but the continuous practice  has already begun of succeeding results: in fact my Zornhau have become much more accurate, largely due to the fact that often I trained in front the mirror. In conclusion, I can say that solo training proved to be a great aid to training in the gym because it allows you can pay attention to many details that would otherwise be ignored, as a correct posture of the back, the focus of the gaze, and…a huge series of sensations that the body transmits. When I have reached the milestone of 14,000 will make a new item: in the meantime … Good training!

Foglio ripetizione colpi

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Luca Valsecchi

On the Zornhau: tactical value

Molto si è già scritto e detto dello Zornhau, primo (non a caso) dei Meisterhau presentati dalla tradizione tedesca del maestro Liechtenauer e, in questi ultimi mesi, è stato quasi il principale oggetto dei miei allenamenti accanto alle non scontate basi che prima totalmente ignoravo (e sulle quali ho ancora molto da lavorare) come la postura, l’economia dei movimenti, il True Time…con questo articolo quindi, ho intenzione di aggiungere il mio contributo con le  riflessioni e le idee venutemi in mente allenandomi e leggendo le fonti, senza soffermarmi troppo sul modo di esecuzione. Detto questo, mi sembra corretto specificare che gli spunti da cui parte questo articolo e l’interpretazione dello Zornhau che utilizzo provengono principalmente da questo video di Roland Warzecha:  http://youtu.be/nd0D4u4Aeks e dal mio istruttore Federico Malagutti, di cui segnalo quest’articolo sull’argomento: https://fedemalablog.wordpress.com/2014/12/13/meyer-square-and-medieval-zornhauoberhau-what-the/

Lo Zornhau, se eseguito in modo corretto, è un ottimo modo per entrare in combattimento per vari e validi motivi che a breve esamineremo: immaginiamo di procedere in maniera rilassata verso il nostro avversario, mantenendo una guardia neutra (potremmo paragonarla a quella di Walpurgis nell’I.33) e, quando saremo alla distanza adatta, salendo in Vom Tag portiamo il nostro Zornhau (ovviamente nel rispetto del True Time, quindi con la precedenza del tempo della mano, mantenendo la schiena dritta e focalizzando lo guardo sul volto dell’avversario).

Ora, aver eseguito questo colpo come prima azione porta a notevoli vantaggi:

1) E’ a prima vista semplice, intuitivo. Infatti lo Pseudo-Von Danzig (Codex 44.A.8)  nella glossa dice: “Nota, lo Zornhau rompe tutti i colpi dall’alto con la punta e non è nient’altro che un cattivo colpo contadino” anche se, guardando alle sottigliezze che ne permettono la riuscita, tanto contadino e cattivo non è.

2) Permette di guadagnare il Vor occupando il centro e, grazie alla lama che funge da “barriera” e alla punta che minaccia il volto dell’avversario ci si trova in una posizione relativamente sicura che offre in egual misura possibilità offensive e difensive, basta pensare a una linea immaginaria che dall’anca si unisce al pomolo, corre attraverso la spada fino alla punta e al volto dell’avversario.

3) Lo Zornhau crea un ottima situazione iniziale, e risulta un ultile “piano” con cui approcciarsi: dopo averlo portato si aprono diversi scenari a seconda di come agisce l’avversario. Se sentiamo che è debole nel legamento faremo uno Zornhau-ort, se para premendo con forza la nostra spada faremo Zucken colpendolo dall’altro lato, oppure un Winden esterno. Sta allo schermidore acquisire l’abilità di “sentire” e agire di conseguenza, adattandosi alla situazione.

Ma cosa ne dicono le fonti? Nel Ms. Dresden C487, altrimenti conosciuto come Codex Ringeck, tra il folio 57r e 58r è scritto:

“Sappi inoltre che se, se uno taglia contro di te ci sono solo benefici nell’usare “Zornort” e inoltre difenderai te stesso se lo userai correttamente – come hai imparato qui – ed è difficile difendersi da esso.

Quando vuoi affrontare qualcuno veramente, usa questo contro di lui, qualsiasi cosa faccia dopo, tagliare o affondare verso di te, lui dovrà difendersi da esso, allora tu potrai usare le tecniche nominate in precedenza.”

e, a mio parere, ciò non può che confermare quanto è stato detto in precedenza.

English translation:

Much has already been written and said about Zornhau, it’s the first (not surprisingly) of the Meisterhau presented by the German tradition of the master Liechtenauer and, in recent months, was almost the main object of my training alongside the first non-discounted basis that I totally ignored (and on which I still have a lot of work) as the posture, the economy of movements, the True Time … with this article then, I’m going to add my contribution with the thoughts and ideas which befell me in mind by training and reading sources, without dwelling too much on the way of execution. Having said that, it seems correct to specify that the ideas from which this article is born and the interpretation of the Zornhau that I use mainly come from this video by Roland Warzecha: http://youtu.be/nd0D4u4Aeks and from my instructor Federico Malagutti, of which point out this article on the subject: https://fedemalablog.wordpress.com/2014/12/13/meyer-square-and-medieval-zornhauoberhau-what-the/

The Zornhau, if done correctly, is a great way to enter into combat for various and valid reasons that soon we will examine: imagine proceeding in a relaxed manner toward our opponent, keeping a guard neutral (we could compare it to that of Walpurgis in ‘I.33) and, when we will be suited to the distance, rising in Vom Tag bring our Zornhau (obviously respecting the True Time, then first the time of the hand, keeping back straight and mantaining the focus on the face of’ the opponent). Now, have done this hew as the first action leads to significant advantages:
1) It’s at first sight simple, intuitive. In fact the Pseudo-Von Danzig (Codex 44.A.8) in the gloss says: “Mark, the Wrath-hew breaks all Over-hews with the point, and is yet nothing other than a bad peasant strike” although, looking at subtleties that allow the success, it’s not so “peasant” and “bad”.
2) It allows to earn Vor occupying the centerline and, thanks to the blade that acts as a “barrier” and the point that threatens the face of the opponent you are in a relatively safe position, that offers both offensive and defensive ability, just think of an imaginary line that joins the hip knob, runs through the sword to the tip and the face of the opponent.
3) The Zornhau creates an excellent initial situation, and tresults a useful “plan” with which to approach: driven that it opens up different scenarios depending on how your opponent reacts. If we feel that is weak in the bind we’ll make an Zornhau-ort, if he parrys pressing strongly our sword we will do Zucken hitting him on the other side, or an external Winden. Is the fencer that have to acquire the ability to “feel” and act accordingly, adapting to the situation.

But what sources say? In Ms. Dresden C487, otherwise known as Codex Ringeck between folio 57r and 58r is written:
Know that if, if one cuts against you there are only benefits in using” Zornort “and also you will defend yourself if you use it properly – as you have learned here – and it is hard to defend against it.

When do you want to deal with someone really, use this against him, whatever he does after, cut or thrust towards you, he will have to defend against it, then you can use the techniques named above. “

and, in my opinion, this can only confirm what has been said previously.

Luca Valsecchi

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Successful practice and concentration

Concentrazione: “L’azione di radunare, di far affluire o convergere in un punto o in una zona ristretta più persone o più cose o elementi della stessa natura, allo scopo di riunire ciò che prima era disperso o diffuso, o per ottenere un determinato effetto: In usi fig., l’operazione di dirigere o far convergere su un unico oggetto (astratto), verso un unico scopo: la c. delle proprie forze; l’obiettivo non potrà essere raggiunto se non attraverso la massima c. degli sforzi comuni. In partic., c. della mente o c. mentale, l’atto di concentrarsi, l’attività di fissare con intensità il pensiero su un oggetto.”

Spesso, non solo nell’ambito della mia pratica marziale ma anche per quanto riguarda la scuola o la soluzione di problemi quotidiani, mi sono trovato davanti a un fallimento e, come bisognerebbe sempre fare in questi casi, la maggior parte delle volte mi sono chiesto perché non fossi riuscito a dare il meglio di me in quella determinata situazione. Le domande possono essere molteplici ma prima fra tutte: mi sono allenato abbastanza per affrontare quella prova? All’interno della pratica di un’Arte Marziale come le HEMA, questo aspetto emerge maggiormente nello sparring: se non ci si è esercitati a sufficienza nell’esecuzione perfetta delle tecniche si verrà spesso battuti e ciò può risultare -posso confermarlo per esperienza- piuttosto frustrante e scoraggiante. Non a caso l’anonimo autore dell’Hs.3227a afferma: “apri la tua mente e pondera bene, e più ti addestrerai negli esercizi, più penserai [alla scherma] nel modo corretto. Perchè l’esercizio è meglio dell’arte, siccome il tuo esercizio funziona benissimo senza capire l’arte, ma l’arte non è molto utile senza l’esercizio.” Se la risposta alla prima domanda è affermativa bisognerebbe chiedersi: sono riuscito a mantenere la mia concentrazione a un livello alto e costante?

Potrà sembrare banale e scontato, ma la concentrazione costituisce la principale fonte di successo in qualsiasi attività subito dopo a un allenamento serio e costante: in questo Arti Marziali sono simili allo studio scolastico. Ne ho avuto la prova (che mi ha portato a ragionare su questo argomento e a scrivere questo articolo) qualche settimana fa facendo sparring. Infatti nel primo incontro, oltre ad essere più motivato, ho fatto in modo di focalizzare la mia attenzione e di ottenere la massima concentrazione. Il risultato è stato decisamente soddisfacente, perché sono spesso riuscito ad applicare le meccaniche su cui mi ero allenato in questi ultimi mesi (in questo caso lo Zornhau ort). Invece, nel secondo, avevo perso gran parte della concentrazione e della voglia e questo mi ha portato a commettere diversi errori elementari ed evitabili.

Cercando soluzioni pratiche da attuare nell’immediato ho trovato utile, allenandomi in solitaria, fissare il mio sguardo su un punto preciso del muro o della spalliera (ancora meglio se si è davanti a uno specchio) oppure, negli esercizi in coppia o nello sparring focalizzandomi sul viso dell’avversario invece di distrarmi guardando la sua spada.

English Translation:

Concentration: “The action of gathering, of causing or converge at one point or more people in a small area or more things or items of a similar nature, to bring together what was previously scattered or diffused, or to obtain a given effect: in figurative uses., the operation of direct or cause to converge on a single object (abstract), towards one goal: the c. of their forces, the goal will not be achieved except through the maximum c. of efforts. in particular., c. of the mind or c. mental focus of the act, the activity of fixing with intensity the thought of an object.

Often, not only in my practice of martial arts, but also regarding the school or the solution of daily problems, I found myself in front of a failure and, as you should always do in these cases, most of the time I wondered I might not be able to give the best of myself in that situation. Questions may be many, but first and foremost: I trained enough to face that test? Within the practice of a martial art such as HEMA, this aspect is more evident in sparring: if you have not exercised enough perfect execution of the techniques you will be beaten, and this can be rather -I can confirm for experience- frustrating and discouraging. No coincidence that the anonymous author dell’Hs.3227a states: “open your mind and ponder well, the more you will apply in the exercises, the more you will think [fencing] properly. For exercise is better than art, since your exercise works fine without understanding the art, but the art is not very useful without the exercise.If the answer is yes to the first question we should ask: I managed to keep my concentration at a high and constant level?

It may seem trivial and obvious, but concentration is the main source of success in any business after a serious workout and constant in this  martial arts are similar to studying for school. I’ve had the test (which led me to think about this topic and write this article) a few weeks ago doing sparring. In fact, in the first meeting, in addition to being more motivated, I made sure to focus my attention and maximum concentration. The result was very satisfactory, because they Ihad been able to apply the mechanics of which I had been trained in the last few months (in this case the Zornhau ort). Instead, in the second, I had lost much of concentration and desire and this led me to commit several elementary errors and avoidable.

Seeking practical solutions to be implemented immediately I found, in solo training, fix my gaze on a point in the wall (even better if you are in front of a mirror) or, in paired drills or in sparring by focusing on the face of the opponent instead of distracted looking at his sword.

training in middle ages

De Sphaera XV secolo- Modena, Biblioteca Estense

TaurHEMAchia 2014

Lo scorso fine settimana ho partecipato insieme ai miei amici e compagni di allenamento a TaurHEMAchia, l’evento annuale organizzato da La Sala delle Armi a Torino, durante il quale ci si può misurare nei tornei, nello sparring o seguire gli interessanti seminari; quelli offerti dall’edizione di quest’anno riguardavano la preparazione atletica, tenuto da Alberto Brandi e Paolo Marando, le sottigliezze dei Meisterhaw, tenuto da Martin Fabian, alcune tecniche di spada e brocchiero dal manoscritto I.33, tenuto da Giorgio Fonda e il dussack di Meyer, tenuto da Andrea Conti. Al contrario della passata edizione, questa volta ho deciso di prendere parte ai tornei iscrivendomi, per ragioni di età (dato che sono ancora minorenne), a quello della categoria Longsword Beginners e vincendo il primo posto dopo una combattuta finale.

Passati gli entusiasmi per la vittoria e la gloria della medaglia, credo sia giunto il momento di analizzare a mente lucida la mia prestazione focalizzandomi principalmente su un esame dettagliato della finale, ma citando anche i risultati e gli scambi dei gironi. Mi sembra corretto puntualizzare che tale analisi conterrà esclusivamente il mio punto di vista, le mie opinioni e il modo soggettivo in cui ho vissuto questa splendida esperienza. Ma veniamo subito al sodo.

Primo assalto: dopo che il giudice chiama “duello” mi dirigo verso la mia avversaria, eseguo un Oberhau da destra, non abbastanza efficace da trasformarsi in Zornhau e passo dall’altro lato della spada colpendo sul braccio ma vengo a mia volta colpito per non aver chiuso la linea d’attacco. Colpo dopo su rosso.

Secondo assalto: Eseguo uno Schielhau con l’intenzione di guadagnare il vorschlag e finire subito l’assalto, trancio sulla spalla della mia avversaria ma non mi ritiro abbastanza in fretta e vengo tagliato alle braccia. L’azione è considerata nulla.

Terzo assalto: Porto un Oberhau da destra ma mi trovo in condizione di debolezza, quindi ritiro la spada in Vom Tag alto ed eseguo una sorta di Schaitelhau (?). La mia punta riesce a raggiungere il petto ma dato che non ho chiuso perfettamente la linea così vengo colpito “di rimbalzo” e in modo lieve (o almeno è quello che sembra dal video, non ricordo). Mi viene assegnato un punto.

Quarto assalto: Inizio sempre con un Oberhau da destra  e non mantengo il legamento ma cedo (Zucken) rapidamente e passo dall’altro lato colpendo le braccia. Un altro punto per me.

Quinto assalto: Parto da Pflug e cerco di fare Absetzen ma non riesco ad “appendere” la mia guardia alla lama avversaria,  quindi mentre affondo con la punta al petto o alla gola vengo colpito di taglio. è il primo colpo doppio.

Sesto assalto: La mia avversaria mi corre incontro protendendo la punta, colto alla sprovvista cerco di parare e allo stesso tempo affondare con la punta ma mentre lo sto facendo vengo colpito al petto. Colpo dopo su rosso.

Settimo assalto: Mentre mi dirigo verso l’avversario porto la mia spada in Alber, intercetto la spada avversaria con un colpo di filo corto e faccio winden colpendo alla testa. Inizialmente il colpo viene dichiarato nullo, ma poi (non so per quale motivo) viene assegnato un punto al rosso nonostante io non sia stato colpito.

Ottavo assalto: Secondo colpo doppio. Dato che a mia avversaria è in Ochs cerco di fare un Krumphau sul debole ma vengo colpito al petto mentre la colpisco alla testa, perché non avevo chiuso la linea e in più le “lame” di nylon erano scivolate una sull’altra.

Nono assalto: Eseguo uno Zornhau-ort guadagnando il centro ed evitando di essere colpito perché questa volta riesco a ritirarmi in tempo. Mi viene dato un altro punto.

Decimo assalto: L’azione non è del tutto pulita; ci troviamo entrambi troppo vicini ed entrambi saliamo in Kron, è difficile stabilire chi dei due venda colpito. Il punto è nullo.

Undicesimo assalto: Di nuovo un’azione non molto chiara, durante la quale forse vengo anche colpito (potrebbe essere un colpo dopo del rosso? difficile da stabilire guardando il video). Sul momento mi viene riconosciuto un punto.

Dodicesimo assalto: Altra azione decisamente sporca e priva di tecnica per quanto mi riguarda; infatti non ho la prontezza di reagire ad Erika che avanza velocemente verso di me con la punta, tento poi di difendermi con uno Schielhau ma viene parato con la guardia e io sono colpito. Il punto è rosso.

Tredicesimo assalto: Qui compio il grosso errore di lasciar avvicinare troppo la mia avversaria, tanto che riesce a spingermi e colpirmi alla testa.

Quattordicesimo assalto: Porto un Oberhau ma ci avviciniamo troppo di nuovo, l’azione è tecnicamente sporca e la colpisco di taglio sulla maschera (?) mentre mi sto posizionano in Ochs. Un altro punto per me.

Quindicesimo assalto: Mentre sto cercando di tagliare corto con un Krumphau per eseguire altre azioni, sbaglio decisamente il tempo e la misura, vengo tagliato allo stomaco e colpisco dopo alla testa. Colpo dopo su rosso.

Sedicesimo assalto: Facciamo entrambi un Oberhau da destra e manteniamo il legamento; ci stacchiamo nello stesso istante e mentre io la colpisco tra collo e spalla io vengo colpito sul fianco sinistro. L’assalto è dichiarato nullo.

Diciassettesimo assalto: Ripeto di nuovo l’Oberhau seguito dal passaggio dell’altro lato e colpisco di taglio al viso. Il punto è nullo.

Diciottesimo assalto: Eseguo un Oberhau alla testa di Erika ma non copro la linea e lei mi colpisce. Colpo dopo su blu.

Diciannovesimo assalto: Tento di portare a segno uno Zornhau-ort ma al contrario di prima, sono debole perché ho legato con il debole (scusate il gioco di parole😛 ) e alla mia avversaria basta spingere in avanti la spada per colpirmi sul capo. Punto al rosso.

Ventesimo assalto: Riesco a fare un Oberhau che va a colpire la maschera, ma dopo vengo colpito di filo corto alla testa perché non sono riuscito a ritirarmi. L’azione è considerata nulla.

Ventunesimo assalto: Dal video non è facile capire la dinamica per colpa dell’angolazione ma mi sembra, se la memoria non mi inganna, di essere stato colpito al braccio durante l’azione. Punto rosso.

Ventiduesimo assalto: Colpisco Erika con un Oberhau dopo un breve legamento, ma  nel fare un passo verso di me per portare il suo colpo cade, probabilmente per colpa della stanchezza che le ha fatto posizionare male un piede. Il punto è assegnato a me e vinco l’incontro 6-5.

Facendo delle considerazioni finali e generali posso dire che gli assalti in cui ho dato il meglio siano stati il nono e il settimo, nei quali sono riuscito a fare rispettivamente uno Zornhau-ort, che non avrei mai immaginato di poter fare con le spade di nylon, e un taglio con winden da Alber, che purtroppo non mi è stato assegnato. Con questo non voglio assolutamente lamentarmi dell’arbitraggio dell’evento, che anzi è stato svolto da tutti con professionalità e impegno, ma vorrei semplicemente portare attenzione su quanto sia difficile arbitrare un incontro ed evitare errori di arbitraggio per i quali basta una minima distrazione o una differenza di angolazione. Se dovessi scegliere la mia azione peggiore sarebbe il quindicesimo assalto. Durante i gironi ho mantenuto una concentrazione e una qualità tecnica omogenea; né eccelsa, né scarsa, mentre nella finale ho potuto notare diversi alti e bassi. Di certo ho sentito di più la pressione e la tensione che mi hanno fatto fare diversi errori; e se da una parte il pubblico seduto intorno al quadrato mi serviva da sprone a fare bella figura cercando di essere il più tecnico e pulito possibile, dall’altra non mi aiutava a essere perfettamente concentrato.

Anche se il torneo non è  l’obiettivo principe del mio allenamento, da TaurHEMAchia ho ricevuto grandi soddisfazioni e grandi divertimenti, oltre ad avermi fatto comprendere le mie debolezze e i punti su cui devo lavorare per diventare ogni giorno un artista marziale migliore. Un ringraziamento speciale va alla mia agguerrita avversaria Erika Boscolo e a tutti gli altri avversari che ho incontrato durante questo torneo.

Luca Valsecchi

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(Photo by Federica Bramardo)

Visita al Museo Stibbert

Come un piccolo gioiello in quello scrigno ricco d’arte e di storia che è Firenze si trova il Museo Stibbert, creato dall’eclettico collezionista Frederick Stibbert (1838-1906) e aggiornato durante tutto il corso della sua vita, seguendo quel gusto per il collezionismo tipico dell’Ottocento. Ho avuto il piacere di visitare il museo durante una breve vacanza nella città di Dante e, da appassionato di armi e armature e praticante di Arti Marziali Storiche Europee quale sono, non ho potuto fare a meno di dedicare del tempo a questa magnifica collezione e devo dire che ha superato di gran lunga le mie aspettative. La grande collezione, attualmente costituita da 36.000 numeri di inventario, si articola su diverse sale strutturate per aree tematiche: si parte da una prima sala nella quale sono esposte diverse armature europee, prevalentemente corsaletti da piede e armature da torneo, passando per altri allestimenti contenenti armamenti europei e islamici, fino ad arrivare all’imponente salone della cavalcata nella quale si possono ammirare-oltre alle armature-un gran numero di rapiere e alcuni spadoni. E’ da notare la presenza del corsaletto funebre di Giovanni dalle Bande Nere. Negli ultimi locali adibiti ad armeria, ho potuto osservare daghe, spadini, schiavone veneziane, broadsword scozzesi e un numero non indifferente di sciabole e fucili. A concludere degnamente la visita hanno contribuito le sale giapponesi, aperte solo in determinati orari e su prenotazione, arricchite da una serie di elaboratissimi tsuba, ovvero le guardie delle spade nipponiche. Una menzione particolare va fatta alla guida, che ha fornito molte più informazioni sulla vita di Stibbert e sul contesto degli allestimenti di quanto mi aspettassi, dato che non avevo prenotato una visita specialistica con i curatori della collezione. Il museo è facile da raggiungere prendendo l’autobus n.4 direttamente alla stazione.

English Translation:

As a small jewel in the treasure chest full of art and history that is Florence we can find the Stibbert Museum, created by the eclectic collector Frederick Stibbert (1838-1906) and updated throughout the course of his life, following the taste for the collecting typical of the nineteenth century. I had the pleasure of visiting the museum during a short vacation in the city of Dante and, fond of weapons and armor and Historical European martial artist as I am, I’ve immediatlly  choosen to take some time visiting this great collection and I have to say that it has far exceeded my expectations. The megnificent collection currently consists of 36,000 inventory numbers, is divided into several rooms for structured in thematic areas: starting from a first room, which exposes several European armor, mostly corsaletti da piedi and tournament armour, passing other equipment containing European and Islamic arms, up to the impressive hall of the ride where you can seein addition to a large number of armorRapiere and some spadoni. It worth noting the presence of the corselet funeral of Giovanni dalle Bande Nere. Over the past few rooms used as armory, I could observe daggers, swords, venetians schiavone, Scottish broadswords and a considerable number of sabers and rifles. To round off the visit helped the Japanese rooms, opened only at certain times and just on reservation, enriched by a series of elaborate tsuba, or the guards of Japanese swords. A special mention must be made to the guide, who provided much more information on Stibbert ‘s life and the context of the stands than I expected, since I had not booked a specialist tour with the curators of the collection. The museum is easy to reach by bus number 4 from the station.

Luca Valsecchi

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The Zwerchau according to the Hs.3227a

  1. Da Vom Tag, se l’avversario scaglia un Oberhau (un taglio dall’alto), Zwerchau contro di lui: ruota la spada in modo che il piatto sia uno verso il basso e l’alto verso l’alto, il filo corto diretto verso l’avversario, il filo lungo invece verso l’esterno. Il colpo si muove orizzontalmente e le mani devono essere alte, con la guardia a protezione della testa. Lo Zwerchau deve arrivare con il forte contro la lama avversaria e colpire alla testa dell’avversario.
  2. Si esegue lo Zwerchau esattamente come spiegato in precedenza ma invece di colpire la testa con il filo corto l’Anonimo autore dice di proiettare la punta facendola ruotare “attorno alla testa dell’avversario come un anello”, andando così a tagliare al lato destro del capo con il filo lungo. Sembra che suggerisca di continuare dopo lo Zwerchau con una sorta di Duplieren (o almeno è l’interpretazione che mi risulta più plausibile al momento).
  3. Si esegue lo Zwerchau sempre allo stesso modo spiegato nel punto 1°, ma se l’avversario para o è comunque più forte, oppure se la misura era scorretta (cosa che bisognerebbe evitare) e il nostro primo Zwerch non è andato a segno si colpisce dall’altro lato della testa con il filo lungo, spingendo lontano con la guardia la lama dell’avversario.
  4. Zwerchau contro Ochs e contro Pflug potrebbe, a mio parere, essere considerato un principio piuttosto che una pura tecnica: ovvero colpire con lo Zwerchau alle aperture superiori e inferiori. Però si tratta di un principio che può e deve essere trasformato in un esempio pratico (accentuando ancora di più la schematizzazione): a) Zwerchau contro Ochs b) Zwerchau contro Pflug c) Oberhau alla testa mentre ci si ritira. Il tutto nel rispetto del Frequens Motus.

Passeggio:

  1. Dato che lo Zwerch è il più corto tra i Meisterhaw  va effettuato quando si può raggiungere l’avversario con un passo o un balzo. per fare in modo che il colpo sia efficace bisogna eseguirlo nel rispetto dei tempi: prima si muove la spada, poi le braccia, seguite dal piede destro: per imprimere maggior forza al colpo è meglio ruotare le anche e seguire con un “passo di raccordo” con il sinistro. Così si effettua un vero e proprio cambio di fronte verso l’avversario. “schermisci con l’intero corpo se vuoi effettuare ogni cosa con forza” ci avvisa infatti Liechtenauer.
  2. Si esegue esattamente quanto detto nel punto precedente e, al momento di girare la lama si avanza con il piede destro, passo di raccordo con il sinistro.
  3. Sempre come nel punto 1°ma, al momento di vibrare il secondo Zwerchau si avanza con il destro uscendo dalla linea dell’avversario, si ruotano le anche e si fa il passo di raccordo con il sinistro.
  4. a) sinistro avanti, si avanza con il destro, rotazione anche, passo di raccordo con il sinistro. b) Si avanza con il sinistro, rotazione delle anche, passo di raccordo con il destro. c) si indietreggia con il sinistro mentre si tira l’Oberhau alla testa, oppure in alternativa si avanza obliquamente con il destro e si fa un passo di raccordo con il sinistro.

 

English translation:

1.From Vom Tag, if the opponent throws a Oberha (a cut from above), Zwerchau against him rotate the sword so that the plate is one down and up to the top, the short edge directed towards the opponent,  the long edge towards out. The cut moves horizontally and hands should be high, with the guard to protect the head. The Zwerchau must arrive with the strong against the blade and hit the opponent in the head.

2.Drive the Zwerchau exactly as described above but instead of hitting the head with the short edge as the Anonymous author says to throw the point causing it to rotate around the opponent’s head like a ring,” so going to cut to the right side of the head with the long edge. It seems to suggest to continue after the Zwerchau with a sort of Duplieren (or at least that is the interpretation is more plausible to me at the moment).

3. Drive Zwerchau always in the same way as explained in point 1, but if the opponent is still parrying or stronger, or if the measure was incorrect (which should be avoided) and our first Zwerch is not going to sign, hit the other side of the head with the long edge, pushing away with the guard the opponent’s blade.

4.Zwerchau against Ochs and against Pflug might, in my opinion, be regarded as a principle rather than a purely technique: that is hit with the Zwerchau the upper and lower openings. But it is a principle that can and must be transformed into a practical example (highlighting even more the schematic): a) Zwerchau against Ochs b) Zwerchau against Pflug c) Oberhau in the head while you withdraw. All in accordance with the Frequens Motus.

Footwork:

1.For the Zwerchau  is the shortest among the Meisterhaw it must be done when you can reach the opponent with a step or a jump. to make sure that the cut will be effective you have to run it on tempo: before you move the sword, then arms, followed by the right foot: to give greater strength to the cut is better to rotate the hips and follow through with a “gathering step “with the left. So you make a real change in the face at the opponent. “fence with the whole body if you want to do anything with force,” warns us in fact Liechtenauer.

2.Do exactly what  is said in the previous point, and when you turn the blade forward with your right foot, follow with agathering step with the left.

3.Do as in step 1, but at the time of the second  Zwerchau advance with the right, coming out of the line of the opponent,  rotate your hips and do the gathering step with the left.

4.a) left foot forwardadvance with the right, hips rotation, gathering step with the left. b proceed with the left, rotation of the hips, gathering  step with the right. c) go back with left foot while throwing the Oberhau to the head, or alternatively advancing obliquely to the right and takes a gathering step with the left.

Luca Valsecchi